Croce astile sul Monte Baldo

In questi mesi, mentre l’atttenzione è giustamente concentrata sulle problematiche legate al Covid, un po’ sottotraccia è stato progettato un nuovo intervento molto invasivo sul Monte Baldo. Si tratta del posizionamento di una croce dedicata a Papa Woytila. Fin qui non ci sarebbe nulla di male, da sempre la montagna invita alla riflessione spirituale, ma in questo caso si tratta di una speculazione edilizia che utilizza il simbolo cristiano a scopo privato puramente economico. Si tratta infatti di una “croce astile” alta ben 18 metri destinata ad attrarre un turismo di massa con le relative strutture ricettive, trasformando sia il percorso per giungere alla croce sia i luoghi intorno.

Il comune di Malcesine ha già firmato accordi per il cambio dell’uso di destinazione del luogo che per il momento è “per usi civici” destinandolo in concessione alla società privata che ha presentato il progetto per ben 33 anni, e la Regione ha già espresso parere favorevole. A questo punto i due gruppi di opposizione Vivere Malcesine e Malcesine 2.0 hanno avviato una petizione specifica da indirizzare al sindaco, che ha già raggiunto più di 4.000 firme e che anche il WWF Veronese invita a sottoscrivere.

[…] Ci fa paura immaginare cosa significhi permettere questo collegamento: strade asfaltate che ad oggi sono sterrate e assolutamente vietate al transito turistico, parcheggi costruiti in zone montane dalla natura incontaminata, costruzione di infrastrutture, quali bagni pubblici, ove ad oggi non ci sono neanche le fogne e tantomeno l’acqua, inquinamento ambientale e acustico, rifiuti da smaltire.

Vivere Malcesine e Malcesine 2.0

Ci sarebbe forse modo di impedire un tale distruttivo progetto. Chi vuole approfondire può leggere questo articolo su veramente.org che precisa dettagliatamente la situazione, e l’articolo dell’Arena che riprende il comunicato stampa di Legambiente Verona, Legambiente Baldo-Garda, Italia Nostra, Verona Polis, Associazione Il Carpino e che anche il WWF Veronese ha firmato:

[…] A Trattospino arriva ogni anno un numero enorme di visitatori (mezzo milione nel 2019), che, solo per fare un esempio, con il calpestio ha reso il tratto di dorsale che porta alle creste del Ventrar una pista completamente priva di naturalità. Creare nuove attrattive turistiche significa ignorare completamente il concetto di limite. Senza entrare nei dettagli che riguardano i vari livelli di protezione (PTRC, SIC ecc.) che interessano questo ambiente, è del tutto evidente che la scelta di aggiungere nuovi elementi di perturbazione del sito, non farebbe che peggiorare una situazione già abbastanza compromessa.”

Il problema è stato portato a conscenza del pubblico da circa 4 mesi e sono stati scritti numerosi articoli a riguardo, come quello de L’Arena del 12 marzo 2021 riportato a lato o quello di Gardapost.it dell’8 marzo 2021.

Domani sera, 16 marzo 2021, si terrà invece il nostro terzo webinar “Natura e Dintorni”, nel quale il prof. Daniele Zanini ci parlerà delle “Forme di speciazione ed endemismi botanici baldensi”.