Educazione

La Natura addomesticata

La Natura addomesticata … e adesso ci vogliono anche dimezzare il Parco della Lessinia! Il nostro territorio è sempre più antropizzato e ormai si stanno sopprimendo anche gli ultimi lembi di natura rimasti. Basta fare una passeggiata o un giretto in bici e ci troveremo davanti a un qualche tipo di intervento che ha portato un po’ di “ordine” in luoghi che erano “troppo” naturali. Prendiamo alcuni esempi da fatti più o meno recenti. Il Cialis generico è un medicinale a base tadalafil che viene adoperato per potenziare l’erezione maschile e trattare la disfunzione erettile. Discorso diverso vale invece per la vendita Cialis Generico on line https://forte-farmacia.com/cialis-generico-online-senza-ricetta di prodotti a base di Tadalafil. L’acquisto di Cialis 20 mg generico è quello che va per la maggiore, ma non siamo tutti uguali, e meglio un controllo in più che uno in meno quando ci si occupa di salute. I canneti, che un tempo ricoprivano quasi ovunque le rive del Lago di Garda, sono stati rimossi, anno dopo anno, per fare porti e spiagge. Poi si è voluto fare una pista che, sempre sulla riva a pochi metri dall’acqua, consenta di andare, a piedi o in bici, da Peschiera fino a Garda. In questo modo i canneti residui sono stati ridotti a strette fasce che raramente superano un paio di metri di larghezza. Infine si è cominciato a sistemare questa pista trasformandola in comodi marciapiedi lastricati. Il Laghetto del Frassino, che pochi conoscono, si trova tra le colline poco a sud di Peschiera ed è il più grande lago intermorenico di tutte le colline del Garda. È un luogo importantissimo per la nidificazione di alcuni uccelli come l’airone rosso e il pendolino e per lo svernamento di altri, come moretta e moriglione, che arrivano a migliaia per passarvi l’inverno. Le sue rive, lungo tutto il perimetro, erano abbastanza naturali con un bella fascia di vegetazione spontanea e canneto. Negli ultimi anni però è stato preso di mira da progetti di “valorizzazione”. Prima una società privata vi ha realizzato un resort di lusso recuperando preesistenti volumi di edifici agricoli, adesso il Comune di Peschiera vi sta creando un “percorso natura” con cartelli didattici e capanni per l’osservazione degli uccelli. Per realizzare questi “miglioramenti” si sta eliminando la vegetazione ripariale che, sulla sponda occidentale, è ormai ridotta ad una fascia molto ristretta. Nella nostra provincia ci sono altre zone umide che, a poco a poco, vengono “valorizzate” e rese fruibili non solo a fini naturalistici ma per varie attività del tempo libero: scampagnate, picnic, attività sportive di vario tipo e altro ancora. Per fare questo si allargano le strade di accesso e i parcheggi, si toglie la vegetazione spontanea, i pochi canneti rimasti vengono ulteriormente bonificati, spesso si costruiscono edifici di supporto, eccetera. Lo si è fatto, e lo si sta facendo, su gran parte delle ex-cave di ghiaia, argilla e torba, che sono quasi tutte diventate dei laghetti per la cosiddetta pescasportiva (cosa ci sia di sportivo è un mistero). Ultimo caso è quello che sta succedendo a Belfiore, dove il comune, grazie a sostanziosi contributi regionali, sta per trasformare Cava Moneta nel “paradiso dei pescatori”. Infatti uno dei laghetti verrà dedicato appositamente alla pesca sportiva, sarà ricavato un percorso verde che sarà pure un percorso della salute, per camminare e fare attività sportiva, con punti di avvistamento per gli uccelli stanziali e migratori. Il posto sarà accessibile anche ai disabili e ci saranno anche apposite postazioni di pesca lungo il laghetto, adatte ad accogliere le sedie a rotelle. Oltre ad un adeguato parcheggio verrà realizzata una struttura di appoggio e di accoglienza e altro ancora. (Leggi articolo del giornale) Abbandonata da decenni, l’ex cava di argilla era diventata un gioiello naturalistico, con importanti presenze di uccelli sedentari e migratori dove nidificano specie protette e anche in pericolo di estinzione. Il rischio è che diventi un altro parco per il tempo libero, feste e grigliate in compagnia. Noi pensiamo che si possa usufruire degli ambienti naturali senza piegarli alle nostre comodità. Non siamo obbligati a trasformare tutti i boschetti in parchi, gli stagni in laghetti, le praterie in aree picnic, imponendo un ordine estraneo alla Natura. Si può fare una passeggiata nel verde anche se il sentiero non è stato liberato dalle erbe spontanee e compattato . Si può fare attività fisica anche se non c’è un percorso della salute. Si può godere della natura anche se non ci sono i cartelli didattici. Vogliamo lasciare qualche canneto agli ultimi pendolini, qualche vecchio albero malandato ai picchi, qualche cespuglio agli usignoli, qualche siepe a volpi e lepri, qualche fiore ad api e farfalle? È possibile sperare che le ultime piccole aree verdi della pianura veronese non siano distrutte o addomesticate?  

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Disinformazione e allarmismo con i soldi pubblici

Disinformazione e allarmismo con i soldi pubblici Perché a Roverè veronese si vogliono spaventare i turisti? Perché per farlo si usano i soldi destinati allo sviluppo dell’agricoltura? Un amico ci ha inviato le foto che vedete e c’è solo da restare sbigottiti leggendo i numerosi errori concentrati in così poche frasi. Quello che dice il titolo non è vero perché né il lupo né l’orso sono stati introdotti nel veronese. Alcuni orsi sono stati reintrodotti sulle Dolomiti del Brenta in trentino (dove alcuni orsi ci sono sempre stati) e gli esemplari osservati nel veronese, quasi solo esclusivamente sul Monte Baldo, ci sono arrivati da soli. Per quanto riguarda il lupo invece bisogna sapere che, in Europa, non c’è mai stata nessuna reintroduzione del lupo in alcun posto. I lupi stanno crescendo di numero perché sono animali protetti in tutti, o quasi, i paesi europei e perché le montagne si stanno ripopolando di animali selvatici che sono le loro prede durante gran parte dell’anno. Il primo lupo arrivato in Lessinia è un maschio proveniente dalla Slovenia che, seguito mediante radio-collare, ha vagato per oltre 1.000 km prima di incontrare la femmina che, invece, proveniva da qualche parte delle Alpi occidentali. La coppia si è formata durante l’inverno 2012-13 e si è fermata sulle nostre montagne perché ha trovato caprioli e soprattutto cinghiali. Il progetto “Life WolfAlps” ha come mission di lavorare “per la conservazione e la gestione a lungo termine della popolazione alpina di lupo attraverso la convivenza con le attività umane” e non per la sua reintroduzione. Anche sorvolando sulla qualità dell’italiano usato, troviamo tragicomica la frase “L’animale agisce normalmente in branco con obbiettivi di animali domestici isolati (bovini, ovini, equini ed altri)”. Lo stesso effetto penoso ci viene leggendo, per quanto riguarda l’orso, “L’animale agisce normalmente isolato con obbiettivi di animali domestici”. Quello che invece ci infastidisce proprio sono le frasi finali che servono solo a suscitare allarme infondato negli eventuali escursionisti. Per concludere non sappiamo se ci siano anche cartelli dedicati ad altri animali certamente reintrodotti sulle montagne veronesi come marmotta, cinghiale e camoscio. Se li vedete mandateci le foto! . . . . . . . . . . . . . . . Dopo questo appello ci è arrivata questa foto: Il titolo dice: Fauna Locale della Lessinia. Purtroppo non è ripreso tutto il cartello ma ci pare di vedere questi animali: cinghiale, volpe, tasso e donnola. Il cinghiale era sparito dai nostri monti ed è stato abusivamente reintrodotto a scopo venatorio da alcuni cacciatori che prima, per poter fare questo tipo di caccia grossa. dovevano andare in Toscana o in Croazia. Questo animale causa ingenti danni all’agricoltura e può essere molto pericoloso quando si sente in pericolo o se deve difendere la prole: perché il cartello non lo dice? Provate a leggere anche questa  pagina: http://www.veramente.org/wp/?p=15818 Provate a vedere nel video cosa dicono gli esperti istituzionali che lavorano in Lessinia pagati con le nostre tasse: Clicca qui per vedere il video  

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Busatello

Giornata delle Oasi 2016 WWF

Domenica 29 maggio: Giornata delle Oasi 2016 Le Oasi WWF in Italia sono oltre 100, nate per difendere la biodiversità, sono la risposta alla distruzione e al degrado degli habitat nel nostro Paese. Sono esempi di come sia possibile agire concretamente per custodire i molteplici aspetti della natura che in questi luoghi si può vedere, toccare e ammirare. Sono una scuola a cielo aperto e non solo per i bambini. Programmi per domenica 29 maggio 2016 Oasi del Busatello a Gazzo Veronese (LINK) A partire dalle 10,30 e fino alle ore 16 visite guidate. Per tutta la giornata LABORATORI: Costruzione di mangiatoie per uccellini realizzate con materiali di recupero. Riconoscimento di piante della palude. Disegnare gli animali ella palude. Si potrà pranzare presso il centro visite. Oasi della Bóra a Povegliano Veronese (LINK) Nei mesi scorsi la nostra oasi è stata interessata da importanti lavori che hanno lasciato vaste tracce, per cui sono necessari parecchi interventi di ripristino per riportarla al più presto alle condizioni ottimali. Programma della giornata: Dalle ore 9,30 alle ore 12,30: lavori di ripristino Costruzione di una marogna (mucchio) di sassi, habitat per molti rettili Costruzione di scalini per la discesa alle risorgive Livellamento delle buche nel terreno Raccolta di rami e legna per la costruzione di rifugi per gli animali Eliminazione di piante alloctone infestanti Costruzione e messa in opera di nidi Ore 12,30 pausa pranzo, con possibilità di fare picnic presso l’Oasi. Dalle ore 14,30 alle ore 17,30 si terranno visite guidate all’interno dell’Oasi. Visite guidate alle vicine risorgive Draga e Liona con partenza alle ore 15,30 e 16,30. Il WWF è Ente accreditato presso il MIUR per la formazione dei docenti, perciò agli insegnanti che visiteranno un’Oasi porà essere rialasciato un attestato valido ai fini della formazione professionale.

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