Bioblitz: una passeggiata per tutelare la biodiversità

In occasione dell’Urban Nature, la festa nazionale WWF della natura in città, abbiamo organizzato nella giornata del 10 Ottobre un bioblitz per monitorare e tutelare la biodiversità lungo le rive dell’Adige di Parona attraverso attività di Citizen Science.

Durante le due uscite i numerosi cittadini di tutte le età intervenuti, grazie alla guida degli esperti del Museo di Storia Naturale di Verona, di WBA – World Biodiversity Association, di Verona Birdwatching e dei nostri esperti del WWF Veronese, sono stati in grado di osservare le diverse specie autoctone e alloctone, di flora e fauna, che popolano la zona.

L’importanza della conservazione e della tutela degli ambienti cittadini

Con questa iniziativa abbiamo voluto sottolineare l’importanza di conservare e tutelare gli ambienti cittadini che, spesso, vengono trascurati e minacciati a favore dell’urbanizzazione o a causa di gestioni inopportune. 

Il nostro scopo, insieme ad esperti del settore e a cittadini volontari, è stato quello di documentare, tramite foto, video e testimonianze visive, quante più specie ornitiche e di insetti possibile. 

Come hanno potuto constatare i partecipanti alle due uscite, a causa delle dinamiche che interessano la sponda dell’Adige, hanno trovato terreno fertile molte specie alloctone come la Robina, il Topinambur, Verga d’oro del Canada e altre. 

In altre parole queste sono specie di piante “aliene” introdotte accidentalmente o deliberatamente dall’uomo. Ad esempio, come magari si può intuire dal nome, l’ultima è una pianta originaria del nord America introdotta a scopi ornamentali, un aspetto però che si era sottovalutato era la sua capacità di diffondersi velocemente, caratteristica che l’ha portata a formare popolamenti densi arrivando fino a soppiantare la flora autoctona. 

La nostra esperienza, dal Parco Ottocento fino alle sponde dell’Adige di Parona

Lo scorso 10 Ottobre, in occasione della 6° edizione dell’Urban Nature, la festa della natura in città, noi del WWF Verona abbiamo organizzato un Bioblitz. L’iniziativa, in linea con lo spirito dell’Urban Nature, il cui scopo è di stimolare una nuova versione degli spazi urbani e di valorizzare la natura, si è tenuta per l’intera giornata di domenica. 

I cittadini, accompagnati dai volontari di varie associazioni, partendo dal Parco Ottocento e costeggiando le rive dell’Adige di Parona hanno avuto modo di osservare e documentare la flora e la fauna presente lungo tutto il percorso in questo scorcio autunnale. 

I dati raccolti durante le attività di Citizen Science, termine utilizzato per indicare una serie di attività scientifiche svolte da cittadini dilettanti, sono preziosi strumenti per monitorare e tutelare la biodiversità, oltre che un mezzo che ha aiutato i vari partecipanti ad ampliare la propria conoscenza personale. 

La zona non è stata scelta a caso, infatti proprio le rive dell’Adige di Parona, ambiente SIC (Sito di Interesse Comune) della rete Natura 2000, si trova un’importante stazione di Epipactis bugacensis, un’orchidea spontanea che cresce nelle zone riparie.

Lungo inoltre il percorso sono state diverse le specie individuate dall’occhio attento dei partecipanti, tra cui: 

Il merlo (nome scientifico: Turdus merula) è un passeriforme presente in Europa, Nord Africa, Cina orientale e Sri Lanka.

Il maschio del merlo è lungo fino a 25 centimetri e presenta un piumaggio in genere completamente nero o marrone scuro. Il becco e il contorno degli occhi sono in genere di un giallo tendente all’arancione (in alcuni casi bruno) e le zampe brune e squamose. La femmina presenta invece dimensioni più ridotte, con una lunghezza che può andare dai 15 ai 20 cm circa e una colorazione bruno scuro. La gola nel suo caso si presenta più chiara e striata.

Ascolta il canto del merlo

Il pettirosso (nome scientifico: Erithacus rubecula) è un passeriforme molto comune in Europa, dove la gran parte degli individui sono stanziali. Le popolazioni che vivono nelle regioni più orientali e in Siberia, però, d’inverno si spostano per riprodursi verso il bacino mediterraneo, le isole Canarie e il Nordafrica. La specie predilige i boschi radi con un folto strato arbustivo e non è raro incontrarla anche nei parchi e nei giardini delle città.

Dall’aspetto tondeggiante, il pettirosso si distingue per la presenza di una macchia sul petto di colore arancione che si estende anche su parte della fronte. Il dorso, invece, è bruno-verdastro. Il maschio e la femmina sono simili, ma il primo è leggermente più grande. Mediamente, il pettirosso è lungo 14 cm, pesa 16-22 g e ha un’apertura alare di 20 cm.

Ascolta il canto del pettirosso

Il verdone europeo (nome scientifico: Chloris chloris) è un piccolo uccello di circa 15 centimetri di lunghezza, che prende il nome dal colore verdastro del suo piumaggio, particolarmente caratteristico nei maschi, che presentano inoltre delle macchie gialle sulle ali e sulla coda.

Nel caso della femmina, il colore è molto più opaco ed è per lo più marrone con macchie gialle sulle ali e sulla coda.

Ascolta il canto del verdone

Il Gabbiano Reale Zampegialle (nome scientifico: Larus michahellis) è un uccello di grosse dimensioni e di corporatura massiccia, ha una lunghezza di 52-58 centimetri e un’apertura alare che può arrivare fino ai 120-140 centimetri.

I giovani sono caratterizzati da un manto grigio/marrone e zampe grigie, negli adulti invece le parti superiori sono grigie e la testa, le parti inferiori e la coda bianca. Le punte delle ali sono nere con le estremità bianche.

È presente attraverso l’intero bacino del Mediterraneo, da Gibilterra alla Turchia, recentemente si sono spinti anche verso il Nord Europa.

Ascolta il canto del gabbiano reale

La ghiandaia (nome scientifico: Garrulus glandarius) è lunga circa 34 centimetri per un’apertura alare di circa 53 centimetri e un peso che può raggiungere i 170 grammi. La livrea si presenta nelle tonalità del rosso-marrone, mentre le penne delle ali si mostrano blu chiare, contornate di nero. Quando è in volo, è ben visibile anche il dorso, completamente bianco.

È presente in gran parte del continente europeo, Asia e Nord Africa, fatta eccezione per i climi eccessivamente rigidi e per le aree poste oltre il limite della vegetazione arborea. 

Ascolta il canto della ghiandaia

La capinera (nome scientifico: Sylvia atricapilla) è un uccello passeriforme della famiglia delle Silvidi. Questa specie è molto facile da riconoscere grazie al suo caratteristico piumaggio e al capo di colore nero (per i maschi) o marrone chiaro (per le femmine). 

La capinera è presente in tutta Europa, nell’Africa occidentale e in Asia Minore, ed è diffusa in tutta Italia. Predilige i boschi e le zone rurali, ma talvolta si può trovare anche nei giardini e nei parchi cittadini. 

Questo uccello si posiziona spesso fra i cespugli o i rami degli alberi e difficilmente si posa a terra. Tuttavia, se il nido è in pericolo, i genitori si fingono in difficoltà o feriti posandosi a terra e richiamando l’attenzione dei predatori.

Ascolta il canto della capinera

Avevo visto una capinera chiusa in gabbia: era timida, triste, malaticcia ci guardava con occhio spaventato; si rifugiava in un angolo della sua gabbia, e allorché udiva il canto allegro degli altri uccelletti che cinguettavano sul verde del prato o nell’azzurro del cielo, li seguiva con uno sguardo che avrebbe potuto dirsi pieno di lagrime.

Giovanni Verga, Storia di una capinera (1871)

Il picchio rosso maggiore (nome scientifico: Dendrocopos major) è un picchio di medie dimensioni con il piumaggio bianco e nero e una macchia rossa sulla parte bassa dell’addome. È diffuso in gran parte dell’Eurasia e in alcune aree del Nordafrica, e si può trovare nei boschi sia di conifere sia di latifoglie, nelle campagne alberate e perfino nei parchi cittadini.

I picchi rossi maggiori usano il becco per bucare e scavare nei tronchi degli alberi per cercare cibo (insetti e larve), per costruire le cavità dove fare il nido e per marcare il territorio.

Ascolta il tambureggiamento del picchio rosso maggiore

È fra le farfalle più comuni nelle zone a clima temperato. Questa farfalla si riconosce facilmente grazie al disegno delle sue ali di colore marrone scuro, arancione e bianco. La specie è diffusa in tutta Italia e frequenta ogni tipo di ambiente, perfino a 2000 metri di quota.

Anche conosciuta come pieride del navone o navoncella, è una farfalla generalmente biancastra con delle macchie nere ben visibili (due nella femmina, mentre solo una, a volte molto piccola o mancante, nel maschio). La Pieris Napi è presente in Eurasia e in Nord America.

Conosciuta anche come sfinge del galio, fiutola, farfalla sfinge o sfinge colibrì. Quest’ultimo nome è dato dal suo particolare volo: questa farfalla passa con rapidità da un fiore all’altro senza mai posarsi, rimanendo in volo per pochi secondi su ogni singolo fiore mentre succhia il nettare con la lunga spirotromba, e battendo le ali con una frequenza fino a 70-80 volte al secondo.

È una farfalla molto comune in Italia ed è presente in modo stanziale nella fascia temperato-subtropicale che va dal Portogallo fino al Giappone.

Guarda il volo della sfinge della sfinge del galio

Sfoglia la galleria per scoprire tutte le specie avvistate!

Un ringraziamento particolare a tutti i volontari e alle associazioni che hanno contribuito a rendere speciale questa giornata: 

  • Museo di Storia Naturale di Verona
  • Word Birdwatching Association (WBA)
  • Verona Birdwatching 

Partner speciale dell’iniziativa è stata l’Associazione Regionale Apicoltori del Veneto che, con la propria postazione, ha contribuito ad istruire e a sensibilizzare tutti i partecipanti sul fantastico mondo delle Api. 

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