La vera storia dell’APE


EVENTO RINVIATO A DATA DA DESTINARSI A SEGUITO DELL’ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA SALUTE D’INTESA CON LA REGIONE VENETO ……………………………………………..

LA VERA STORIA DELL’APE MELLIFERA

Il 29 febbraio 2020, presso il Museo di Storia Naturale di Verona, avrà luogo un incontro dal titolo ‘Addomesticato sarai tu: la vera storia dell’ape mellifera’. Si parlerà dell’antico rapporto tra api ed essere umano, risalente addirittura alla preistoria e di come questo sia mutato nel tempo, fino ad arrivare oggi ad interferire pesantemente con la biologia dell’insetto e a metterne a rischio l’esistenza.

Ce ne parlerà il dott. Paolo Fontana, entomologo e ricercatore presso l’università di Padova e dal 2009 anche presso la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Tn), dove è stato chiamato per creare un gruppo di ricerca sulle api mellifere e l’apicoltura.

Il dott. Fontana ha ideato e condotto spedizioni entomologiche in Italia e all’estero ed è autore di 250 pubblicazioni scientifiche. Presidente di WBA World Biodiversity Association ed apicoltore da 30 anni, nel 2017 ha pubblicato il libro ‘Il piacere delle api’, in cui, oltre a parlare di biologia ed etologia di questi preziosi insetti, illustra le sinergie esistenti tra il loro sistema sociale e l’ambiente, sinergie che sono fondamentali per la nostra sopravvivenza e per quella degli ecosistemi.

Si parla ormai da svariati anni del declino di tutti gli insetti ed in particolare di quelli impollinatori, tra cui appunto le api.

La causa principale rimane l’utilizzo dei pesticidi, in particolare dei neonicotinoidi, che, con la loro persistenza nell’ambiente, compromettono il sistema fisiologico e comportamentale di questo prezioso insetto e quindi la sua vita.

Inoltre il rapporto tra essere umano e api è sempre più invasivo, è basato spesso sullo sfruttamento e quindi diventa causa per gli insetti di stress e di perdita di biodiversità intraspecifica, fattore che conduce all’indebolimento genetico.

A questo si aggiungono: i parassiti arrivati da altri continenti a seguito degli scambi commerciali, le colture intensive, i cambiamenti climatici, l’impoverimento e l’eliminazione della flora spontanea arborea ed erbacea che sopravvive in ambiti sempre più ristretti quali le bordure delle strade, dei campi agricoli, delle proprietà private e dei corsi d’acqua ma che sempre più spesso viene eliminata dal diserbo e dal taglio indiscriminato, con conseguente perdita di habitat.

La CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) stima che in Italia negli ultimi 5 anni siano scomparse più di 200.000 arnie, ma questo purtroppo rispecchia un andamento a livello mondiale. E’ urgente dunque maturare consapevolezza di questa situazione e adottare al più presto misure decisive per la nostra stessa sopravvivenza invertendo questa rotta che, invariata, concorrerà a portarci, nel giro ormai di pochissime generazioni, alla sesta estinzione di massa.